Imposta di Soggiorno


L’attuale “imposta di soggiorno” altro non è che una tassa per i turisti calcolata in base ai giorni di pernottamento, all’età e al tipo di struttura ricettiva.

Da buoni italiani abbiamo complicato anche le cose facili; tale imposta di soggiorno è diversa in ogni regione, anzi in ogni valle, quasi in ogni città.

La legge provinciale prevedeva un importo che partiva da 0,70 € (hotel 1 o 2 stelle, agriturismo ecc.) fino a 1,30 € (hotel 5 e 4 stelle) ma con la possibilità, per le singole APT, di aumentare la cifra oppure di riproporzionarla seguendo le proprie necessità. Ecco allora che la confusione ha preso subito il sopravvento. Abbiamo Agriturismo del Garda che pagano 0,70€ mentre alle Terme di Comano 1,50€, oppure 2 € in Folgaria.

Con questo articolo non vogliamo però soffermarci su queste singole scelte, sulla opportunità di far decidere alle APT quanto chiedere ma su come vengono spesi questi soldi e soprattutto chi li spende.

Dobbiamo ricordarci che le APT del Trentino hanno ricevuto, solo per il 2016, una cifra come 21,8 milioni di euro dall’imposta di soggiorno.(fonte)

Riteniamo che le cifre a disposizione delle APT, essendo ingenti, dovrebbero essere rendicontate in maniera precisa indicando alle strutture ricettive (spesso anche socie delle stesse APT) come e quando sono stati spesi.

Riteniamo che tale precisione e trasparenza nella spesa sia anche utilissima per poter valutare l’operato della singola APT e mettere nella condizione l’operatore di sapere dove sono stati spesi i soldi dei propri clienti e che frutti hanno portato.

Oltretutto proponiamo anche una semplice modifica che però riteniamo coerente e intelligente.

Le strutture ricettive potrebbero decidere a chi dare disponibilità dell’imposta di soggiorno dei propri clienti preferendo, magari, l’operato di una proloco o di altra associazione locale che opera nella promozione del territorio. Basterebbe dare l’opportunità di comunicare il codice fiscale dell’associazione beneficiaria (come si fa già con la dichiarazione dei redditi) che potrebbe essere anche diversa su ogni versamento.

Difatti l’imposta di soggiorno è versata ogni 4 mesi ed in questo modo, un operatore, potrebbe decidere di assegnare parte dell’imposta di soggiorno alla proloco e parte all’Apt.

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